La riforma del diritto fallimentare, varata con il decreto del 10 gennaio 2019, rubricato “codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” (d’ora in poi “c.c.i.”), ha senz’altro innovato in maniera sostanziale gli aspetti penali relativi alle procedure concorsuali. Oltre ad aver trasformato lessicalmente il termine “fallimento” in “liquidazione giudiziale” ed introdotto “misure premiali”, ad esempio con l’art. 25, il quale prevede in caso di presentazione tempestiva di una domanda di accesso alle procedure di regolazione della crisi presso gli organismi di composizione della crisi e dell’insolvenza, la non punibilità per i reati di bancarotta, oppure ancora, nel caso in cui all’apertura della procedura di regolazione della crisi il valore dell’attivo sia maggiore di un quinto rispetto all’ammontare dei debiti, è prevista la riduzione della pena fino alla metà per i reati di bancarotta e ricorso abusivo al credito, altre novità concernono la codifica del rapporto tra procedure concorsuali e misure cautelari penali....

Scarica pdf